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The Bye Bye Man

  • Uscita:
  • Durata: 96min.
  • Regia: Stacy Title
  • Cast: Douglas Smith, Carrie-Anne Moss, Lucien Laviscount, Cressida Bonas, Faye Dunaway, Michael Trucco, Doug Jones, Carrie-Anne Moss, Faye Dunaway, Jenna Kanell, Erica Tremblay, Cleo King, Marisa Echeverria, Martha Hackett, Laura Knox, Ava Penner, Jonathan Penner, Nicholas Sadler, Keelin Woodell, Leigh Whannell, Andrew Gorell, Jonathan Penner, Martha Hackett, Erica Tremblay, Jenna Kanell, Lucien Laviscount, Nicholas Sadler, Michael Trucco, Marisa Echeverria, Cleo King, Ava Penner, Laura Knox, Cressida Bonas, Keelin Woodell
  • Prodotto nel: 2016 da INTREPID PICTURES, LOS ANGELES MEDIA FUND (LAMF)
  • Distribuito da: MIDNIGHT FACTORY (2017)
  • Tratto da: racconto di Robert Damon Schneck

Film non più disponibile nelle sale

TRAMA

Quando tre compagni di college si imbattono nelle orribili origini di The Bye Bye Man, scoprono che c'è un solo modo per evitare la sua maledizione: non dirlo, non pensarlo. Ma una volta che The Bye Bye Man entra nella tua testa, ne prende immediatamente il controllo. C'è un modo per sopravvivere alla sua possessione?

Dalla critica

  • Cinematografo

    “The Bridge to Body Island”, il racconto da cui è tratto The Bye Bye Man , sfrutta il potere segreto della parola e le sue implicazioni horror. Mito antichissimo già presente nella cultura egizia e in quella ebraica (dove Dio, l’innominabile, si cela dietro il tetragramma YHWH). Nel film diretto senza infamia né lode da Stacy Title , il babau di turno è una malefico mietitore (somigliante a uno spaventapasseri) che viene evocato solo pronunciandone il nome. A farne le spese un terzetto di collegiali che ha preso in affitto una casa stile Amityville, dove quarant’anni prima si era consumato un eccidio. Amityville è un riferimento non casuale. Il modo in cui agisce questo oscuro signore del male è subdolo, ricorda le spettrali presenze nella più famosa delle case dell’orrore. Le vittime iniziano ad avere le allucinazioni, a coltivare il tarlo del sospetto, a incattivirsi. Il refrain salvifico è “Non pensarlo, non dirlo”. Certe parole, se proferite, possono far danni. Il pretesto narrativo ha un bel potenziale allegorico. Peccato che Title si limiti a portare a casa il compitino, affidandosi alla solita grammatica di genere e al discreto carisma dell’attore protagonista ( Douglas Smith ).

  • Il Manifesto

    Esistono film come 'II diritto di contare' e 'Loving' che raccontano di individui che hanno preso coscienza di una realtà, al punto da volerla modificare per se stessi e per gli altri. Ci sono horror come 'The Bye Bye Man' che, al contrario, alludono a una realtà che deve rimanere immutabile, pena la diffusione di una lunga e interminabile scia di sangue. (...) Un inno al silenzio e all'assenza di pensiero.

  • Il Messaggero

    L'horror firmato Stacy Title (di lei ricordiamo il cattivello gioco al massacro 'Una cena quasi perfetta') è discontinuo e contraddittorio. Non è male la mitologia legata al mostro (ispirato al racconto di Robert Damon Schneck 'The Bridge to Body Island') mentre lascia assai a desiderare l'esecuzione grazie a pessimi effetti al computer (il cane è in cgi) e due o tre scene che sfidano il ridicolo involontario.

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